Inverno
Questo freddo non doma il mio Carso
tiene duro il suo cuore di pietra
sotto a un velo d’erbe scomparso.
Porta frecce di gelo in faretra
colui che della vita è nemico
signore della stagione più tetra.
Al grigio cielo sale l’intrico
delle betulle la cima canuta
e tale destino io maledico.
La vanità della chioma fronzuta
il tempo spazza via colla Bora
algida lama da tutti temuta.
Pur se tutto d’intorno scolora
emerge dal triste il pungitopo
che i frascheti di rosso decora.
Son poco più d’una vaga favilla
ma del messaggio è chiaro lo scopo
vergar dei mesi fuggiti postilla.
Tali gemme io serbo per quel dopo
per quei tempi dove Sole non brilla
e del domani è breve la vita.
